Titolo da Monitorare

LU0230817339

T.Rowe Japanese Equity A Cap EUR

Un’interessante opportunità dal Sol Levante


FIDArating: 

Politica d’investimento
Il mercato azionario giapponese è il quarto mercato più grande al mondo ed il primo mercato del continente asiatico con più di 2000 imprese quotate. Non è quindi difficile comprendere il motivo per il quale molto spesso vengano inseriti strumenti legati ad esso in portafogli modello di molti consulenti. A questo proposito nella categoria FIDA Azionari Giappone - Large e Mid Cap risalta il comparto T.Rowe Japanese Equity (vai alla scheda del fondo su FondiDOC ). L’obiettivo del fondo è l’apprezzamento di capitale nel lungo termine mediante investimenti in un portafoglio fortemente diversificato di società dei listini azionari giapponesi. Nella fattispecie il fondo investe almeno il 70% del patrimonio complessivo in titoli azionari e correlati ad azioni di società con sede o che svolgono la maggior parte delle loro attività in Giappone, il restante può essere investito in titoli di debito e strumenti del mercato monetario. L'approccio del gestore degli investimenti consiste: • In un’analisi bottom-up che parte dal quadro macroeconomico; • Nella ricerca di opportunità nell’area geografica designata attraverso la differenziazione per settori e per capitalizzazione delle società; • Nell’impiego del ribilanciamento del portafoglio per la gestione del rischio. La valuta di riferimento del portafoglio è l’euro, ma essendo investito in società aventi sede prevalentemente in Giappone risulta sensibile alle variazioni del tasso di cambio EUR/JPY. Pur non avendo una politica di investimento orientata ad un particolare settore, il comparto attualmente è esposto per quasi un terzo al settore IT e Servizi, inoltre sta sovrappesando i settori dei macchinari e del commercio al dettaglio che gli stanno regalando una performance contribution positiva. Per contro, rispetto al benchmark indicato, ovvero il TOPIX, il fondo sta invece sottopesando fortemente il settore bancario, il commercio all’ingrosso, i trasporti ed il settore edile.

Analisi storica
Come è ben noto il mercato giapponese ha subito un tracollo pesantissimo nel 1990 a causa di una delle più grandi bolle immobiliari che siano mai state create. La crisi è durata per più di dieci anni ed ancora oggi l’indice Nikkei 225 non è tornato ai livelli di fine anni ’80. In particolare dopo quasi 16 anni di ribassi il mercato azionario sembrava essere ripartito nel 2005, ma subì un ulteriore scossone a causa della crisi dei mutui subprime. Toccati i minimi storici i corsi azionari hanno ristagnato sino al 2012 per poi iniziare una crescita consistente con l’aiuto di una politica monetaria espansiva e di molteplici politiche economiche e fiscali promosse dal primo ministro Shinzo Abe (Abenomics). Il fondo lussemburghese è stato lanciato nel 2005, ma la classe presa in considerazione è invece stata resa disponibile agli investitori dall’anno successivo. Dopo una fase recessiva che è durata sino al 2009 le quotazioni hanno fatto segnare un trend rialzista ed il fondo ha fornito buoni rendimenti. In particolare in 10 anni la performance messa a segno è stata del 121% a fronte di una volatilità complessiva di poco più del 13%. A livello annualizzato il fondo nel lungo periodo ha fornito un rendimento dell’8.28%. Il rischio del fondo è stato contenuto nel breve e nel medio termine, mentre nell’ultimo decennio il draw down è risultato piuttosto elevato, nell’ordine del 35%. Gli indicatori di rendimento-rischio Sharpe, Sortino, Information ratio e Treynor sono stati tutti uguali o superiori ad uno ad 1, 3 e 5 anni.

Analisi competitiva
Facendo un raffronto con i numerosi competitor (451), il fondo emerge come uno dei migliori in assoluto posizionandosi sempre nel primo quartile per rendimento e volatilità su tutti gli orizzonti temporali. I gestori hanno saputo migliorare la performance negli ultimi 10 anni scalando la classifica di categoria e migliorando aspetti come il draw down che, come detto, nel lungo periodo è stato tra i peggiori, ma che invece nel breve-medio termine è diminuito sensibilmente rispetto ai concorrenti. Se confrontato col benchmark, è possibile vedere come il fondo abbia negli ultimi cinque esercizi fatto sempre meglio dell’indice ad esclusione del 2014. In dettaglio, il comparto ha avuto un rendimento addizionale rispetto all’indice della borsa di Tokyo dell’1.29% nell’arco temporale di dieci anni. Questo surplus è poi cresciuto nel medio e nel breve termine: 3.32% a cinque anni e 6.49% a tre anni.

Giudizio
Il fondo così come descritto finora si presenta come un’ottima opportunità per investire in modo ampio e diversificato in un mercato che è tra i più grandi e sviluppati al mondo. Certamente l’acquisto di azioni di questo comparto presuppone una certa tolleranza al rischio da parte dell’investitore, infatti, si è di fronte ad un fondo azionario la cui volatilità è ben rappresentata dall’indicatore sintetico SRRI pari a 6; in aggiunta il comparto è anche soggetto ad un elevato rischio di concentrazione geografica. Essendo il fondo orientato su di un mercato sviluppato ed assai liquido, la volatilità rimane contenuta soprattutto nel breve termine soprattutto se confrontata con gli altri mercati globali. Un investimento come questo è orientato ad investitori/risparmiatori che sono intenzionati alla crescita del capitale nel lungo termine, a diversificare i loro investimenti azionari e che possono sopportare i rischi del comparto e quelli connessi all'investimento in azioni di società di dimensioni ridotte.

Costi e struttura del comparto
La classe “A” di questo comparto è una delle sei disponibili ed è dedicata agli investitori retail, ma presuppone un investimento iniziale leggermente più alto dei comuni fondi retail si 15.000. I versamenti aggiuntivi non possono essere inferiori a 100€. In merito ai costi, da prospetto esiste una commissione di sottoscrizione che può essere al massimo pari al 5% del capitale versato. I costi di gestione invece hanno un tetto massimo dell’1.60% a cui vanno aggiunte le spese amministrative ed operative che però hanno un limite dello 0.17%.

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